Alghero

Mettiti comodo, Il tuo viaggio verso la Riviera del Corallo inizia ora.

Alghero

Mettiti comodo, Il tuo viaggio verso la Riviera del Corallo inizia ora.

La storia

Nata come florido villaggio nuragico, Alghero attraversò le fasi della presenza punica e romana, sviluppando una notevole vivacità economica; la città era una tappa fondamentale e ben conosciuta nell’itinerario dei mercanti in transito dai principali porti del commercio antico.

 

Ma per rintracciare le origini dell’odierna Aleguerium e della cittadella fortificata, così come oggi la conosciamo, dobbiamo risalire alla prima metà del XII secolo.

 

 

Nel 1102 il casato genovese dei Doria fortificò il piccolo villaggio di pescatori della costa nord-occidentale dell’isola e, in breve tempo, fece di Alghero un approdo militare e commerciale di particolare importanza strategica nel Mediterraneo.

La parentesi politica che più coinvolse e trasformò la città, plasmandola in ogni suo aspetto, fu quella relativa alla dominazione della Corona d’Aragona.  ll’interno delle mura l’egemonia della Corona durò ben quattro secoli, durante i quali Alghero visse un importante periodo di prosperità economica: il porto raggiunse il suo massimo splendore e Alghero divenne Città Regia e sede vescovile, trasformandosi gradualmente in una realtà geopolitica diversa da quella isolana.

La colonizzazione catalana lasciò un’impronta indelebile negli usi e costumi della città e nel linguaggio dei suoi abitanti che, ancora oggi, utilizzano e tramandano con orgoglio la llengua antica. Una prima svolta decisiva si ebbe nel 1700, quando l’Alguer passò prima in mani austriache poi castigliane; nel 1720, infine, la Sardegna giurò fedeltà al nuovo re, Vittorio Amedeo II.

Il regime sabaudo avviò nella ciutat nuovi importanti mutamenti: il paesaggio agricolo venne rivoluzionato per la conversione dalla viticoltura all’olivicoltura, i piemontesi scoprirono il business del pregiato corallo rosso presente in abbondanza nella Riviera e il porto divenne centro di smistamento delle derrate alimentari in transito verso la penisola.

Alghero perse sempre più la sua natura di roccaforte militare e, di li a poco, la vocazione turistica della ciutat e del suo affascinante approdo catalano iniziò a farsi sentire. Verso la metà dell’Ottocento, in un clima politico ed economico più sereno, le attività produttive registrarono un graduale incremento positivo, così come il numero degli abitanti.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, la città subì i terribili bombardamenti del conflitto e molti algheresi furono costretti ad abbandonare le propria case, ormai in rovina, e trovare alloggio nel collegio dei Gesuiti, retrostante la chiesa di San Michele.

 

Negli anni più recenti Alghero ha seguito costantemente la sua vera vocazione e, soprattutto a cavallo degli anni Sessanta, quando già la città era considerata la porta d’oro del turismo sardo, rappresentò il primo reale esempio di turismo “patinato” nell’isola.

Ormai lontana dalle stagioni del divismo hollywoodiano che caratterizzarono quel periodo, ancora oggi Alghero si conferma come una delle mete turistiche più ambite e interessanti del panorama isolano, continuando ad attrarre e affascinare numerosi visitatori con le peculiarità di un patrimonio paesaggistico e culturale unico nel suo genere.